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Aicpe Onlus in aiuto ai terremotati di Abruzzo e Lazio

Contributo di il 26 agosto 2016

terremoto

Davanti a tragedie come il terremoto che ha colpito il centro Italia la notte del 24 agosto è davvero difficile parlare. La cosa migliore da fare, a mio avviso, è rimboccarsi le maniche per aiutare mettendosi in gioco direttamente.

Questo è ciò che ha fatto Aicpe che, nelle prime ore successive al sisma, ha attivato una raccolta fondi tramite Aicpe Onlus, la branca dell’associazione dedicata al volontariato e alla beneficenza.

I soci di Aicpe Onlus – nata nel 2013, due anni dopo l’associazione principale – si sono messi in moto attraverso i contatti con i colleghi presenti sul posto, che hanno facilitato la raccolta delle somme di denaro e che, soprattutto, hanno già dato il via a cooperazioni con altre istituzioni attive in loco.

L’obiettivo è quello di valutare ulteriori modalità di aiuto alle popolazioni che stanno vivendo una tragedia che non si può descrivere e che coinvolge gli affetti più profondi e i riferimenti di un’intera vita.

Ovviamente nelle prossime settimane si avrà un resoconto relativo all’utilizzo del denaro inviato, come è stato fatto in occasione delle altre iniziative che hanno visto i colleghi di Aicpe Onlus intervenire tramite raccolte fondi o con veri e propri interventi diretti in caso di drammi umanitari o di calamità naturali.

Impegnati in diversi Paesi del mondo tra cui Paraguay, Guatemala e Togo, i chirurghi di Aicpe Onlus hanno portato avanti in questi anni diverse missioni di chirurgia plastica umanitaria, fornendo un supporto importante a migliaia di persone che, grazie alla professionalità di medici provenienti da tutta Italia, hanno ricominciato a sentirsi bene con il proprio corpo.

 

L’importanza di far parte di AICPE per un chirurgo estetico

Contributo di il 15 luglio 2016

aicpe

La buona riuscita di un intervento di chirurgia estetica parte dalla scelta del professionista che lo eseguirà.

Personalmente non mi stanco mai di ricordare l’importanza di questo aspetto, specificando che, tra i principali criteri da considerare in fase di scelta, è presente l’aggiornamento professionale.

La chirurgia estetica, come qualsiasi altro campo della medicina, è infatti in continua evoluzione, motivo per cui è impensabile non documentarsi continuamente. A tal proposito può fare la differenza l’iscrizione ad AICPE (Associazione Italiana Chirurgia Plastica Estetica).

Anche se sono trascorsi relativamente pochi anni dalla costituzione, l’AICPE ha un ruolo fondamentale in quanto ha colmato un vuoto che fino al 2011 caratterizzava il nostro Paese, una delle poche realtà europee a non avere un’associazione ufficiale in grado di rappresentare le esigenze dei medici che hanno scelto di occuparsi esclusivamente di chirurgia estetica, un campo differente rispetto alla chirurgia ricostruttiva.

L’AICPE, grazie a occasioni come i congressi annuali, si impegna a promuovere l’aggiornamento continuo dei medici che si occupano di chirurgia estetica.

Questo è sinonimo di formazione sulle tecniche operatorie più innovative e, soprattutto, di attenzione alla qualità dei materiali utilizzati, garanzia di successo per qualsiasi intervento e in particolare per la mastoplastica additiva, che viene oggi eseguita con protesi di nuova generazione che riducono notevolmente il rischio di contrattura capsulare.

Scegliere con leggerezza il chirurgo estetico è un errore molto grave, che può causare danni alla salute del corpo e compromettere serenità e autostima. Per fortuna oggi ci sono tanti strumenti per informare i pazienti sui punti davanti ai quali non bisogna transigere quando si cerca il medico a cui affidarsi per un intervento di chirurgia estetica.

 

Appuntamento a Firenze dal 18 al 20 marzo per il quarto congresso AICPE

Contributo di il 11 marzo 2016

chirurgia estetica

Manca poco più di una settimana all’apertura dei lavori del quarto congresso AICPE (Associazione Italiana di Chirurgia Plastica Estetica), in programma a Firenze da venerdì 18 a domenica 20 marzo. Sono sempre felice di parlare di quanto sia importante questo appuntamento, che porta in primo piano le eccellenze del nostro paese in ambito di chirurgia plastica estetica e ricostruttiva (fondamentale è che i pazienti verifichino di avere davanti professionisti con questa specializzazione e non semplici chirurghi estetici).

A rendere l’edizione 2016 ancora più rilevante è il Simposio dell’Isaps (International Society of Aesthetic Plastic Surgery), evento che, nella giornata di giovedì 17, precederà il ciclo di incontri del congresso AICPE. L’Isaps è la più grande società di chirurgia estetica a livello mondiale e, da italiano e da professionista del settore, non posso che essere fiero e onorato che il nostro paese ospiti il Simposio.

Un’altra novità interessante del quarto congresso AICPE riguarda la presenza di colleghi di specialità affini – per esempio la chirurgia plastica facciale – il cui contributo sarà nodale per capire meglio in che modo la chirurgia estetica si sta perfezionando e per dare spazio a scambi scientifici.

Dalla fondazione di AICPE sono trascorsi meno di 5 anni, ma il nome di questa realtà è diventato fin da subito un punto di riferimento quando si parla di qualità nella chirurgia plastica estetica e ricostruttiva, un risultato che è sinonimo di aggiornamento professionale continuo. Durante i giorni del congresso AICPE sono attesi più di 300 colleghi da tutto il mondo – avrò l’onore di essere anche quest’anno nel novero dei relatori – che tratteranno tantissimi temi, con un ovvio focus sull’indagine che AICPE realizza tutti gli anni individuando gli interventi più praticati.

Non esistono sicurezza e qualità nelle procedure di chirurgia plastica estetica e ricostruttiva senza l’attenzione alle principali novità del settore, ed eventi come il congresso annuale AICPE sono un’ottima occasione, forse una delle migliori, per ricordare l’importanza dell’aggiornamento in questa professione.

 

Chirurgia estetica: aggiornate le linee guida Aicpe

Contributo di il 22 gennaio 2016

aicpe-iSono passati poco più di due anni dalla pubblicazione delle linee guida Aicpe – il primo documento in Italia dedicato al modus operandi da adottare nei principali interventi di chirurgia estetica – che sono state aggiornate nei giorni scorsi.

Sono davvero felice di poter parlare di questo compendio, che rappresenta un punto di arrivo fondamentale per il nostro settore, tanto da essere stato richiesto anche dallInternational Society of Aesthetic Plastic Surgery per la preparazione di un documento analogo da diffondere su scala internazionale.

Ma cosa riguardano gli aggiornamenti delle linee guida Aicpe? Ovviamente gli interventi di chirurgia più richiesti, come per esempio la blefaroplastica. Nel documento Aicpe si ricorda come questa operazione, che riscuote grande successo sia tra le donne sia tra gli uomini, non renda possibile l’eliminazione completa di rughe, occhiaie e pieghe cutanee a livello palpebrale (per evitare che queste ultime aumentino è anzi consigliabile evitare di esporsi troppo al sole).

In questi primi due anni di storia le linee guida Aicpe sono finite sulla scrivania di medici e avvocati, ma hanno prima di tutto aiutato i pazienti a sviluppare una consapevolezza diversa.

Si tratta di una conquista fondamentale, grazie alla quale è possibile sentire sempre meno persone parlare della chirurgia estetica come di una medicina commerciale e del chirurgo come di una sorta di ‘mago’ pronto a soddisfare anche le richieste più assurde.

La situazione è per fortuna molto diversa – il chirurgo estetico ha il dovere anche morale di fermare i pazienti con pretese eccessive e poco realistiche – e le linee guida Aicpe hanno aiutato e aiutano tantissimo a ricordarlo.

Al Congresso AICPE come relatore: DAGLI IMPIANTI TESTURIZZATI ALLE PROTESI IN POLIURETANO

Contributo di il 17 marzo 2015

Il dr Badiali durante il suo speech

Il dr Badiali durante il suo speech

 

Si è svolta a Firenze la terza edizione del congresso dell’Associazione Italiana Chirurgia Plastica Estetica (Aicpe). Presenti oltre 260 colleghi, me compreso, in una tre giorni in cui si è parlato di novità e tendenze in chirurgia e medicina estetica. Sono stati presentati i risultati dell’indagine che ogni anno Aicpe realizza sui numeri della chirurgia e della medicina estetica in Italia, con gli interventi più praticati e il trend degli ultimi anni, di cui sarà mia premura aggiornarvi appena possibile. Il congresso ha anche accolto con grande entusiasmo ospiti stranieri, tra cui tre luminari del settore, i chirurghi plastici James Grotting, presidente dell’American Society for Aesthetic and Plastic Surgery (Asaps), Nazim Cerkes (vice presidente International Society for Aesthetic Plastic Surgery (Isaps), e Dirk Richter (futuro Presidente Isaps). Uno spazio, è stato anche riservato alla formazione dei giovani chirurghi, che hanno avuto la possibilità di apprendere le nozioni base e fare domande a colleghi più esperti. Quest’anno poi, con immenso piacere, sono stato relatore di un argomento a cui tengo molto: dagli impianti testurizzati alle protesi in poliuretano in chirurgia estetica del seno. Come molti sanno, il mio lavoro si è specializzato, nel corso del mio operato, negli interventi di chirurgia estetica del seno e chirurgia estetica del corpo. La mia relazione ha analizzato i benefici e i risultati ottimali dell’utilizzo delle protesi in poliuretano in mastoplastica additiva. In particolare ho spiegato di come e di quanto, con la tecnica Dual Plane, si riesca ad ottenere risultati estremamente naturali grazie all’uso di protesi a goccia posizionate dietro e non davanti il muscolo pettorale. Inoltre grazie ai risultati preliminari di uno studio in RMN (risonanza magnetica nucleare), ho messo a confronto le protesi normali (testurizzate) con quelle in poliuretano, osservando una parete toracica in ottime condizioni anatomiche con tutti gli impianti. Questo per dimostare che, anche se le protesi in poliuretano sono più adesive e quindi più stabili, non si riscontrano nelle pazienti danni della normale anatomia dei tessuti che circondano la protesi stessa.

 

A Firenze per il sesto congresso nazionale A.I.C.P.E.

Contributo di il 23 marzo 2018

aicpe I prossimi giorni saranno all’insegna dell’aggiornamento grazie al sesto congresso nazionale di A.I.C.P.E. (Associazione Italiana di Chirurgia Plastica Estetica). L’appuntamento, che si rinnova come sempre a Firenze e che mi ha visto in veste di relatore nel 2015, è un’ottima occasione per documentarsi sulle novità del settore e per incontrare tanti colleghi da tutto il mondo.

Oggi, durante la prima giornata, ho partecipato assieme agli altri medici dello staff IEI al workshop The Maths of  Beauty!, che ha visto l’intervento di esperti come Alexis Verpaele, Patrick Mallucci e François Petit.

L’argomento? L’eccellenza delle protesi Polytech, punto di riferimento mondiale sia per quanto riguarda la mastoplastica additiva, sia per quel che concerne la gluteoplastica. Sto parlando di due interventi di chirurgia estetica molto richiesti che, negli ultimi anni, hanno fatto passi da gigante soprattutto grazie alla qualità degli impianti, ormai garantiti contro complicazioni come la contrattura capsulare e, soprattutto, in grado di restituire un risultato naturale.

Nei prossimi due giorni si toccheranno anche altre tematiche importanti. Giusto per citarne qualcuna, ricordo la liposuzione, un altro intervento di chirurgia estetica corpo che negli ultimi tempi è stato interessato da miglioramenti tecnici notevoli, la medicina rigenerativa, le tecniche di lipolisi. Il programma è davvero molto vario e non potrebbe essere altrimenti! Non bisogna dimenticare che, dietro a tutto questo, c’è un’associazione che, in pochi anni, ha fatto moltissimo per il mondo della chirurgia estetica.

L’A.I.C.P.E. esiste dal 2011 e, in meno di un decennio, ha portato innovazione nel campo con iniziative come le linee guida per gli interventi di chirurgia estetica, aggiornate l’ultima volta nel 2016. Personalmente sono sempre onorato di poter partecipare al congresso, una tre giorni di aggiornamento che ritengo fondamentale per la qualità del mio lavoro e, ovviamente, per la soddisfazione delle mie pazienti.

Chirurgia estetica post obesità: è boom di interventi

Contributo di il 22 settembre 2017

chirurgia estetica

I dati parlano chiaro: in Italia sono sempre di più gli ex obesi che, dopo la chirurgia bariatrica e dimagrimenti importanti, si rivolgono al chirurgo estetico per affinare i risultati raggiunti.

In questi casi, che devono essere preceduti dalla messa a punto di un programma dietetico specifico o dal ricorso al pallone intragastrico, il chirurgo può agire su diverse parti del corpo.

Rimodellare il fisico dopo un dimagrimento di diverse decine di chili vuol dire infatti intervenire sul seno, che può apparire eccessivamente svuotato, ma anche sull’addome o sulle braccia.

Può addirittura capitare che vengano eseguiti più interventi di rimodellamento in contemporanea. In tal modo, infatti, si permette al paziente di apprezzare un recupero più rapido del contorno corporeo.

Quali sono le operazioni di chirurgia estetica più valide in questi frangenti? Tra le più efficaci è possibile ricordare senza dubbio l’addominoplastica, ma anche la mastopessi e il lifting alle cosce o alle braccia, un intervento decisivo per ritrovare l’autostima dopo una perdita di peso consistente.

Anche se questi interventi di chirurgia estetica del corpo sono diventati ormai ordinari – in Italia si parla di decine di migliaia di casi all’anno – non bisogna mai dimenticare l’importanza di rivolgersi a professionisti di qualità. Come capire se si è sulla strada giusta? La prima cosa che ricordo quando mi pongono domande in merito è il valore della prima visita, durante la quale il paziente può esporre al chirurgo i propri dubbi e ricevere informazioni dettagliate sull’intervento e il post operatorio.

Essenziale è poi documentarsi sulla storia professionale del medico e, soprattutto, sulla sua attenzione all’aggiornamento. La chirurgia estetica è infatti un campo in continua evoluzione, e solo un professionista che sfrutta le occasioni di formazione continua (in primis i congressi di settore) è in grado di assicurare un risultato impeccabile!

 

#medicinaesteticaintelligente? Stefania Sandrelli a 70 anni ne è esempio

Contributo di il 10 giugno 2016

stefania sandrelli

Domenica 5 giugno ha compiuto 70 anni Stefania Sandrelli, una delle icone intramontabili del cinema italiano. Musa di celebri registi, ha affermato diverse volte la sua contrarietà alla chirurgia e alla medicina estetica selvaggia, puntando il dito contro quegli eccessi che rendono le donne irriconoscibili.

Penso che queste dichiarazioni siano uno spunto di riflessione molto interessante per capire l’importanza di non eccedere con i trattamenti.

Ciò vuol dire imparare a convivere con i segni del tempo che passa e, soprattutto, a contrastarli in maniera soft. Se il medico o il chirurgo procedono secondo questo approccio non c’è pericolo di ritrovarsi davanti a un risultato caricaturale.

Quando si parla di medicina e chirurgia estetica intelligenti non importa l’età e il caso di Jane Fonda, bellissima a quasi 80 anni anche grazie ai trattamenti di medicina estetica che le consentono di continuare a lavorare, lo dimostra perfettamente. Per un’attrice, vista la centralità delle espressioni del volto, è ancora più importante non esagerare e rispettare l’unicità dei propri tratti somatici.

Oggi, come ho già ricordato, si tratta di un obiettivo più che raggiungibile. Basta scegliere con attenzione il chirurgo o il medico estetico, orientandosi verso professionisti altamente specializzati – non è possibile essere bravi in tutto – e sempre attenti all’aggiornamento (l’iscrizione ad associazioni mediche come l’AICPE è indicativa al proposito).

Molto importante è anche diffidare dei prezzi stracciati: gli interventi e i trattamenti di qualità costano, proprio perché sono personalizzati sulla base delle esigenze del paziente e tengono conto della sua sicurezza grazie alla scelta di materiali certificati per le protesi e per i filler.

Scegliere di non ricorrere alla medicina o alla chirurgia estetica è legittimo ma è bene non fare di tutta l’erba un fascio, perché esistono professionisti preparatissimi, capaci di ascoltare le richieste dei pazienti e di garantire risultati naturali.

 

 

Orecchie a sventola: ecco la tecnica mini invasiva per correggerle

Contributo di il 1 aprile 2016

orecchie sventola Le orecchie a sventola possono comportare disagi psicologici notevoli soprattutto durante l’infanzia e l’adolescenza. L’otoplastica, un intervento che viene effettuato in anestesia locale in massimo 2 ore, riguarda infatti molti minorenni di età compresa tra i 6 e gli 8 anni. L’approccio chirurgico classico in questi casi è efficace ma comporta dei piccoli disagi, come il fatto di dover indossare una vistosa fasciatura per i 4/5 giorni successivi all’operazione. Durante l’ultimo congresso AICPE – un’occasione di confronto alla quale sono sempre onorato di partecipare – è stata presentata una novità che punta a eliminare questo problema e a ridurre il dolore fisico post operatorio. Si tratta del dispositivo medico earFold, una tecnica mini invasiva che permette di correggere le orecchie a sventola di adulti e bambini a partire dai sette anni. earFold consente di creare una nuova piega dell’antelice – il ‘contorno’ del padiglione auricolare – o di rimodellare quella già esistente, aiutando così ad eliminare un difetto fisico che può causare forti insicurezze. Tra i vantaggi di earFold, presentato a Firenze dal chirurgo plastico inglese Norbert Kang che ha iniziato a progettarlo 15 anni fa, è possibile ricordare la riduzione delle complicazioni e dei tempi di recupero post intervento, ma anche la possibilità di vedere prima il risultato e di decidere in che modo modificare la forma delle proprie orecchie. Tutto ciò non deve però far pensare che earFold si possa utilizzare in maniera indiscriminata. Come specificato da Kang stesso durante la quattro giorni fiorentina, fondamentale è la selezione dei pazienti e tener presente che, in alcune situazioni, non è possibile evitare l’approccio chirurgico classico, comunque in grado di cambiare in meglio la vita di chi si sottopone all’otoplastica. Non ci resta che attendere l’ormai prossimo arrivo in Italia del dispositivo, che è già stato acquisito da un colosso internazionale come Allergan.