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Mastopessi: l’intervento che restituisce tono al seno svuotato

Contributo di il 2 settembre 2016

Il seno è un biglietto da visita molto importante per chi punta a essere sensuale e sicura di sé.

Quando, nonostante le cure che si dedicano a questa parte del corpo, i fatti della vita (gravidanze, dimagrimenti repentini dovuti a malattie ecc) portano a uno svuotamento dei tessuti si può ricorrere alla mastopessi.

Questo intervento, le cui richieste negli USA sono cresciute del 10% negli ultimi dieci anni, permette di risollevare il seno cadente senza per forza aumentarne il volume.

Più che sui numeri – importanti senza dubbio – mi preme focalizzarmi su questo aspetto, ossia sulla possibilità di perseguire un risultato assolutamente naturale, utile anche alle pazienti che hanno bisogno di recuperare un po’ di fiducia in se stesse dopo il parto o dopo la convalescenza da una patologia che le ha portate a dimagrire tanto.

Come capire se è il caso di scegliere una mastopessi o se basta un po’ di palestra per ridare tono ai pettorali? La risposta è molto semplice. Basta verificare che l’areola del capezzolo non si trovi nella parte bassa del seno, il che è spia di una ptosi accentuata. Se ci si trova davanti a una situazione di questo tipo si hanno le indicazioni per una mastopessi.

A seconda del quadro di partenza si può poi valutare se intervenire o meno anche con l’impianto di protesi. Alle pazienti ricordo spesso che l’aumento di volume del seno ha appunto uno scopo riempitivo e non permette di risolvere gli inestetismi causati dalla ptosi, che possono invece essere dimenticati grazie alla mastopessi, che in generale dura massimo tre ore.

 

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