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Mastoplastica additiva e anestesia: perché non bisogna avere paura

Contributo di il 10 Maggio 2019

anestesia mastoplastica additiva

Dottore, sono terrorizzata dall’anestesia!“: ecco una frase che mi sento ripetere tutti i giorni dalle donne che si apprestano a sottoporsi alla mastoplastica additiva. Le pazienti in procinto di operarsi non sono spaventate tanto dall’intervento, che negli ultimi anni si è semplificato notevolmente, ma più che altro dall’anestesia.

Le procedure oggi utilizzate prevedono il ricorso all’anestesia locale assistita. Cosa significa? Che si effettua un’anestesia locale, la quale viene associata a una sedazione più o meno leggera a seconda delle esigenze della singola paziente.

A tal proposito è importantissima la valutazione pre-operatoria, che prevede l’utilizzo della classificazione ASA (American Society of Anesthesiology). Di cosa si tratta? Di uno standard americano che permette di classificare la paziente all’interno di deteminati cluster, ossia livelli di rischio per l’anestesia. Se la paziente è per esempio classificata ASA 1, il rischio per l’anestesia pre mastoplastica additiva è minimo.
Si può quindi procedere tranquillamente con l’intervento di mastoplastica additiva, che si svolge in 45 – 60 minuti con un’anestesia locale assistita da una sedazione. Questo facilita notevolmente il recupero nell’immediato post operatorio. Le pazienti possono infatti rientrare a casa tranquillamente dopo circa 2/3 ore.

Ci tengo seriamente a ricordare che la mastoplastica additiva in toto è un’operazione estremamente sicura, che consente un rapido ritorno al sociale e la possibilità di apprezzare un esito a dir poco soddisfacente. In ogni caso, se si hanno dei dubbi da sciogliere, nulla vieta (anzi, è altamente consigliato) di sfruttare l’occasione della prima visita, un momento durante il quale è opportuno porre tutte le domande che si hanno in mente al chirurgo, così da avvicinarsi all’intervento con la maggior serenità mentale possibile.

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