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Mastoplastica additiva: cosa sapere sulle cicatrici

Contributo di il 30 novembre 2018

mastoplastica additiva

Quando si parla di mastoplastica additiva, si inquadra un intervento di chirurgia estetica che non conosce crisi. Non potrebbe essere altrimenti data la centralità del seno per la sensualità e l’autostima femminile!

Chi punta a effettuare una mastoplastica additiva, deve considerare diversi aspetti, come per esempio le caratteristiche e la gestione delle cicatrici. Si tratta di una tematica molto importante, che richiede particolare attenzione soprattutto nell’ottica di ottimizzazione del risultato dell’intervento. La prima cosa da ricordare è che le incisioni possono essere ubicate sotto il cavo ascellare, ma anche nel solco sottomammario e attorno all’areola. La visibilità delle cicatrici dipende molto dalla zona in cui il chirurgo incide.

Vediamo bene i casi appena citati parlando innanzitutto delle cicatrici peri areolari, che sono oggettivamente quelle meno evidenti. Lunghe più o meno 4 centimetri, sono collocate tra il capezzolo e il bordo dell’areola, ossia in una zona dove la pelle cambia colore. Alle luce di questo aspetto arrivano a uniformarsi nel corso del tempo, diventando praticamente invisibili.

L’incisione nel solco sottomammario, che consente al chirurgo di migliorare la visibilità del campo operatorio e di avere un accesso ottimale alla zona sottoghiandolare, comporta cicatrici più visibili nelle donne con i seni poco luminosi.

Per quanto riguarda la gestione in generale, mi preme ricordare l’importanza di alcuni trucchi tanto semplici quanto rilevanti, come per esempio il fatto di bere molto e di osservare una dieta ricca di frutta, verdura e cereali integrali.

Fondamentale è ovviamente massaggiare le cicatrici con un prodotto specifico e fare molta attenzione alle indicazioni del chirurgo per quanto riguarda la ripresa delle attività sportive (di questo argomento ho parlato nelle scorse settimane). In caso contrario si rischia davvero di peggiorare la situazione e, diciamolo chiaro, non ne vale proprio la pena!

 

 

 

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