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Mastoplastica riduttiva: quali sono le indicazioni per questo intervento?

Contributo di il 11 Gennaio 2019

mastoplastica riduttiva

La mastoplastica additiva è fuor di dubbio l’operazione più famosa e apprezzata tra gli interventi di chirurgia estetica al seno. Non è però l’unica. Le donne che vogliono sentirsi più sensuali e a proprio agio ricorrono anche alla mastoplastica riduttiva, un intervento estremamente sicuro che, in presenza di specifiche criticità funzionali e psicologiche, può essere effettuato anche su pazienti di età inferiore ai 18 anni.
Ricordo infatti che quando il seno è eccessivamente prosperoso si possono vivere dei disagi molto seri, con ripercussioni sulla salute della colonna vertebrale oltre che sull’autostima. La principale indicazione per l’intervento in questione è la gigantomastia. Questo termine indica una crescita estrema del seno, tale da arrivare a un peso di 4,5 kg per singola mammella. Detta anche iperplasia della mammella, si contraddistingue per la presenza di una crescita cellulare in eccesso benigna e non tumorale.

Come ho già detto, tale quadro può procurare difficoltà serie, come per esempio la scoliosi. Se il volume eccessivo del seno si associa alla forma scesa e alla consistenza rilassata, può essere forte pure il disagio psicologico. Dal momento che per la riduzione della mammella esistono numerose tecniche chirurgiche, non è possibile prescindere dalla valutazione pre operatoria.
L’operazione ha una durata media di 2 – 3 ore e, grazie al ricorso alle migliori tecniche operatorie, permette di mantenere intatta la funzionalità del capezzolo e della ghiandola mammaria. Le pazienti che progettano una gravidanza possono quindi sottoporsi a questo intervento di chirurgia estetica del seno sapendo che in futuro non avranno problemi ad allattare.

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