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Protesi mammarie: quali sono le migliori?

Contributo di il 30 giugno 2017

protesi mammarie

La mastoplastica additiva è uno degli interventi di chirurgia estetica più richiesti a livello internazionale, motivo per cui è normale parlare spesso di protesi mammarie.

A tal proposito è utile citare un recente sondaggio tedesco, che ha analizzato le abitudini dei chirurghi nel mondo per quanto riguarda la scelta delle protesi. Cosa è emerso? Che in Europa, in Asia e in Oceania si tende ad utilizzare maggiormente protesi anatomiche, che hanno un costo più elevato ma garantiscono un effetto più naturale. Negli USA e in America Latina, invece, la scelta dei chirurghi estetici cade soprattutto sulle protesi rotonde.

Tenendo fermo il fatto che le differenze in questo caso sono comprensibili e che è giusto presentare alle pazienti sia l’alternativa delle protesi a goccia, sia quella delle protesi rotonde, mi piace sottolineare che, dal punto di vista del materiale, esistono delle linee tecniche ben precise da una trentina d’anni a questa parte. Oggi è infatti sempre più diffusa la scelta di protesi in poliuretano Polytech, che garantiscono una migliore adesione degli impianti ai tessuti circostanti.

Le protesi mammarie in questione, grazie al rivestimento testurizzato, minimizzano quasi totalmente il rischio d’incapsulamento e di rotazione dell’impianto. Grazie a queste caratteristiche tecniche, la paziente può vivere in maniera molto più tranquilla il periodo del post operatorio, durante il quale l’impianto si adatta al corpo.

Ovviamente nel corso della prima visita conoscitiva è possibile fare al chirurgo tutte le domande relative alle protesi, così da prepararsi al meglio a un intervento di chirurgia estetica rapido, sicuro e in grado di fare la differenza anche sull’autostima.

 

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