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Lifting al seno: una crescita da record

Contributo di il 9 Giugno 2014

senotonicoIl lifting al seno, operazione nota con il nome scientifico di mastopessi, ha registrato negli ultimi anni una crescita a ragione definibile da record. Secondo quanto rilevato dall’ASP (American Society of Plastic Surgeons) dal 2000 al 2013 sono aumentate del 70% le richieste di questo intervento negli Stati Uniti.

In Italia non è ancora possibile registrare una crescita così importante, anche se l’aumento non è certo indifferente. A cosa è dovuto il successo della mastopessi? Prima di tutto ai pochi segni che rimangono sul corpo della paziente dopo un lifting al seno. Questo risultato è uno dei principali goal che hanno caratterizzato l’evoluzione tecnica nella chirurgia estetica del seno e la mastopessi è un intervento dove questa situazione è particolarmente evidente.

Il lifting al seno comporta nella maggior parte dei casi incisioni molto contenute, localizzate soprattutto a livello dell’aureola del capezzolo. Per far sì che l’intervento riesca in maniera più che soddisfacente è meglio che la paziente abbia un’età attorno ai 40 anni (un periodo della vita in cui è chiaramente più facile incontrare dei tessuti non compatti) e una sufficiente quantità di tessuto ghiandolare, in modo da rendere più facile il lavoro di riposizionamento.

La mastopessi è famosa per essere un intervento in cui non è necessario impiantare la protesi, anche se in alcuni casi se ne può fare ricorso, con l’intenzione di ottenere un effetto di contrasto dei fenomeni di ptosi, ossia la condizione di caduta della mammella, che può determinare un fastidioso risultato antiestetico.

 

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