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Mastopessi con e senza protesi: un intervento ideale dopo l’allattamento

Contributo di il 11 Settembre 2020

La gravidanza è un momento magico per la vita di una donna. La gestazione, come ben si sa, è foriera di cambiamenti che, a lungo andare, possono provocare disagio nei confronti del proprio corpo. Tra questi, rientra senza dubbio la perdita di tono del seno, che si accentua soprattutto dopo l’allattamento.

In questi frangenti, si può chiedere aiuto alla chirurgia estetica. L’intervento di riferimento è la mastopessi, una procedura indicata in caso di seno di forma calata e con i tessuti di consistenza lassa. L’atto chirurgico in questione, noto anche come lifting del seno, si effettua a seguito di un’anestesia locale associata a una leggera sedazione.

La mastopessi, che mira a restituire al décolleté il suo tono originario, ha l’oggettivo vantaggio di non lasciare cicatrici particolarmente visibili. Le tecniche oggi utilizzate, infatti, vengono applicate in sala operatoria con l’obiettivo di risollevare il seno praticando incisioni corte e ben nascoste.

Come ricordo a tutte le donne che mi chiedono informazioni su questo intervento di chirurgia estetica del seno, la mastopessi può essere effettuata sia con, sia senza protesi mammarie. Nel primo caso, ovviamente, si parla di situazioni in cui la paziente è insoddisfatta anche del volume del seno oltre che del tono dello stesso.

Intervento di chirurgia estetica sicuro e sempre più apprezzato, la mastopessi con e senza protesi consente di allattare senza problemi in caso di futura gravidanza. Tornando un attimo alle protesi, ricordiamo che tra le migliori rientrano gli impianti riempiti in gel coesivo di silicone e con superficie testurizzata.

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