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IL “MURO DI VULVE” CHE CHIAMA IN CAUSA I CHIRURGHI PLASTICI

Contributo di il 14 Dicembre 2015

sex1111Oggi sono stato attirato da alcune dichiarazioni dello scultore Jamie McCartney, che qualche giorno fa ha inaugurato a Londra, all’interno della mostra Skin Deep, la sua opera intitolata “The great wall of vagina”: 400 calchi di vulve che compongono un muro. L’artista ha raccontato i concetti espressi in questa opera, in particolare di come, con quel “muro”, si vada oltre le allusioni alla pornografia, di come i genitali, se considerati fuori dal corpo, siano tutto tranne che sexy e di quanto, così numerosi e messi accanto l’uno all’altro, nell’oggettività del calco bianco, si possano eliminare ogni questione di razza o colore. Un muro di vulve, per far capire alle donne, che non esiste la vulva perfetta, perché ognuna diversa e quindi unica.

L’opera può incuriosire, piacere come no e se sono d’accordo su parte delle dichiarazioni dell’artista appena sopra riportate, non posso condividere queste:”Piuttosto che rassicurare le donne sul fatto che non hanno nulla da temere, tanti chirurghi plastici si sentono in diritto di convincerle delle loro imperfezioni. Pensare che i propri genitali siano brutti è un problema psicologico e offrire una soluzione chirurgica come prima risorsa è quantomeno immorale.

Ecco, prima di tutto, far entrare in causa i chirurghi plastici mi sembra estremamente inappropriato, come chiamare e definire erroneamente la vulva (porzione anatomica del corpo superficiale) vagina (porzione anatomica del corpo più profonda). Detto questo, credo che l’artista abbia un tantino di confusione al riguardo, in quanto non è certamente il medico che spinge una paziente a sottoporsi a chirugia estetica genitale, ma è la donna che vivendo un disagio psico-fisico importante, vuole risolvere il suo problema affidandosi a tecniche chirurgiche avanzate. Molto probabilmente, lo scultore McCartney non è a conoscenza che decidere di affidarsi a mani esperte per migliorare un inestetismo del corpo, più o meno grave, è solo l’ultimo step di un lungo e sofferto processo di disagio. Il punto che mi preme precisare, non è se una vulva è bella o brutta esteticamente, ma di come ogni donna si rapporta ad essa, di come si sente e si vive nel rapporto con se stessa e con gli altri.

Chirurgia estetica intima: tendenza in aumento

Contributo di il 6 Novembre 2015

chirurgia-intimaOrmai il tempo in cui uomini e donne dovevano accettarsi per quel che erano è finito. Ogni difetto, ogni inestetismo del corpo c’era e così rimaneva. Per migliorarsi, al massimo, le uniche soluzioni erano allenamento fisico e diete mirate. Oggi, chi vuole eliminare il grasso localizzato può effettuare una liposuzione-liposcultura, chi sogna un seno più grande può farlo grazie all’intervento di mastoplastica additiva, chi desidera mostrare un volto più fresco e giovane può chiedere aiuto ai tanti interventi di chirurgia e medicina estetica e così via. E se fino a qualche tempo fa era impensabile pensare di poter correggere anche le parti intime, i tempi moderni e le nuove tecniche di chirurgia plastica hanno reso possibile anche questo. Dalla mia esperienza di chirurgo e stando a quanto affermato anche dal Daily Mail, si sta verificando un incremento massiccio di donne tra i 16 e i 76 anni che richiedono interventi di chirurgia estetica vaginale. I report del 2014 della società americana Aesthetic Plastic Surgery hanno evidenziato un aumento del 49%. Le motivazioni? Sono sia estetiche che funzionali: molte delle pazienti più giovani vogliono sentirsi a proprio agio indossando il costume da bagno e abiti attillati, altre, richiedono l’operazione per correggere, dopo una o più gravidanze, per esempio, la dilatazione causa di problemi di igiene e disagio durante il sesso. Tra le tecniche, la più richiesta è la labioplastica, consentendo a quelle pazienti che presentano le piccole labbra eccessivamente sviluppate, rilassate, aumentate di volume oppure asimmetriche e sentono questa condizione come un difetto non solo funzionale, ma anche estetico, di eliminare la pelle in eccesso. E’ necessario però ricordare che il ricorrere, per migliorare l’estetica delle piccole o grandi labbra, è una possibilità che deve essere valutata con la giusta attenzione. È giusto ponderare bene l’eventualità di operarsi: soprattutto l’operazione di labioplastica, sebbene semplice e non complicata, non deve essere affrontata con superficialità, né tanto meno perché è una “moda”.

 

Chirurgia intima: c’erano una volta i tabù

Contributo di il 11 Novembre 2014

chirurgia-intimaIn questi ultimi anni è stato possibile vedere la caduta  di tantissimi tabù riguardanti la chirurgia estetica in generale, e quella intima chiaramente non fa eccezione. Gli interventi nelle zone genitali sono ormai visti come un valido aiuto alla salute, risultato di un percorso estremamente complesso legato anche alla conduzione di una vita sessuale serena e appagante.

Quali sono gli interventi più richiesti nell’ambito della chirurgia intima? In prima linea c’è la vaginoplastica, molto popolare tra le donne che accusano rilassamento muscolare dopo il parto. Grande popolarità anche per la labioplastica e per la ricostruzione dell’imene, praticata soprattutto per motivi di natura etica e religiosa.

Sono caduti tantissimi tabù riguardanti la chirurgia intima e sono mutati anche i motivi per cui la si sceglie: ci si pone come obiettivo non solo la correzione di un difetto estetico, ma anche la ricerca di un livello di autostima ottimale. Prima di approcciarsi a questi interventi è però nodale prendere delle precauzioni.

Quali sono? Prima di tutto è necessario assicurarsi che la propria salute psicologica sia perfetta, dal momento che il chirurgo interviene su aree del corpo profondamente legate all’equilibrio personale e a vissuti non sempre metabolizzati con serenità. Risulta ovviamente importante rivolgersi a personale qualificato, in modo da avere la sicurezza di un processo privo di complicazioni.

Ultimo ma non meno importante consiglio è quello di parlare della vostra scelta, facendo in modo di andare oltre ai pregiudizi, che, in tantissimi casi, non sono altro che proiezioni delle vostre costruzioni mentali.