Perché scegliere le protesi mammarie rivestite in schiuma di poliuretano?

Contributo di il 15 Febbraio 2019

protesi mammarie

Parlare di mastoplastica additiva significa, per forza di cose, approfondire la tematica delle protesi mammarie. Le donne che entrano nel mio studio intenzionate a sottoporsi a un’operazione di aumento del volume del seno, mi fanno (giustamente) tantissime domande sugli impianti. Quando rispondo, tengo molto a ricordare che il mercato delle protesi mammarie fornisce un’offerta ampia, che comprende anche gli impianti rivestiti in schiuma di poliuretano. Da diversi anni, li utilizzo con grande soddisfazione nella mia attività chirurgica.

Quali sono i loro vantaggi? Prima di tutto, è il caso di citare il tasso di complicanza minimo. Un punto forte di questi impianti riguarda il rischio nullo di contrattura capsulare, che si assesta attorno allo 0,8% circa dopo 15 anni dall’intervento. Inoltre, con le protesi mammarie a goccia (ossia quelle anatomiche), è possibile apprezzare una maggior stabilità dell’impianto, con assenza nel corso del tempo di episodi di rotazione.

Le pazienti che scelgono queste protesi, dopo l’intervento apprezzano un seno decisamente più pieno e un risultato naturale. Ricordo anche spesso che, quando si parla di protesi mammarie, si apre un capitolo molto lungo. Esistono diverse soluzioni e, per scegliere meglio, nessuno vieta di farsi aiutare dalla tecnologia, che ci è amica anche nell’ambito della chirurgia estetica.
Con Crisalix, strumento di acquisizione che permette di visionare una simulazione del risultato, è possibile “provare” virtualmente numerose protesi e, grazie alla realtà aumentata, capire quale sia la migliore sulla base del proprio fisico e delle aspettative.
In questo caso è davvero opportuno prendere il giusto tempo: la scelta delle protesi mammarie è fondamentale e deve essere fatta con estrema attenzione, sfruttando al massimo i vantaggi di uno strumento come Crisalix e confrontandosi in maniera trasparente con il proprio chirurgo di fiducia.

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