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Protesi mammarie: cosa sapere prima di sottoporsi a una mastoplastica additiva

Contributo di il 31 Gennaio 2020

protesi mammarie

Nei giorni scorsi mi sono divertito a pubblicare nelle Stories del mio profilo Instagram alcuni messaggi di pazienti che, in questi anni, si sono sottoposte alla mastoplastica additiva. Nel corso della giornata me ne sono arrivati altri, molti dei quali incentrati su un argomento specifico: le protesi.

Cosa bisogna sapere in merito prima di sottoporsi all’intervento di aumento di volume del seno (combinabile con altre operazioni di chirurgia estetica)? Innanzitutto è necessario specificare che, ponendo a diversi chirurghi la domanda su quali siano le migliori protesi attualmente disponibili, si avranno risposte differenti. Le variabili, come in molti altri casi, sono tante. Nonostante questo, si può comunque distinguere un’alternativa di punta. Quale di preciso? Le protesi mammarie rivestite in schiuma di poliuretano.

Tra i vantaggi che comporta il loro impianto è possibile citare innanzitutto la stabilità nel tempo (alcune delle pazienti di cui ho pubblicato i messaggi hanno effettuato l’intervento oltre dieci anni fa e, oggi come oggi, non hanno alcun tipo di problema).

I risultati appena ricordati vengono inoltre raggiunti in breve tempo: in tal modo, il periodo di adattamento – non certo semplice da gestire soprattutto nei mesi più caldi dell’anno quando si indossano abiti leggeri – è ridotto al minimo. Un’altra cosa molto importante da sapere quando ci si approccia alla mastoplastica additiva riguarda il fatto che, con le protesi mammarie rivestite in schiuma di poliuretano, viene eliminato il rischio di contrattura capsulare, una complicanza a dir poco fastidiosa.

Un ulteriore aspetto sul quale mi interessa molto soffermarmi è il patentino delle protesi. Le donne che hanno in progetto di sottoporsi a una mastoplastica additiva hanno infatti il diritto di accedere a quella che si può definire tranquillamente una sorta di carta d’identità dell’impianto che riporta numero seriale, volume e tipologia di protesi che il chirurgo utilizzerà durante l’intervento (ovviamente la consegna avviene prima che la paziente entri in sala operatoria).

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